navighiamo
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi clic o accedi per continuare.

Ancora Corea del Sud.

Andare in basso

default Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da renzo il Lun 27 Lug 2015 - 18:41

Ciao.
 
Come ho già detto tante altre volte, mi succede - ogni tanto - di ritrovarmi a leggere le stupidaggini dei miei viaggi e mi scopro - magari - a sorridere da solo al ricordo. E così mi viene quasi spontaneo rendervi partecipi della cosa.
 
Questa volta, inizio 2010, vi porto in Corea del Sud:
 
Eccomi nuovamente in corea del sud per un paio di nuove navi.  Dopo il primo impatto constato che piu’ di qualcuno inizia ad abbozzare qualche parola in inglese.  La cortesia della gente sembra sempre la stessa, anche se sono sparite le alte signorine vestite di rosso con cappello a larga tesa  e tacchi a spillo che  fermavano le macchine e ti facevano passare sulle strisce pedonali all’uscita dell’aeroporto di Seoul. Sono stato alloggiato in uno splendido albergo di Changwon che ha, nella sua struttura, una ala dedicata al fitness ed alla spa.   Mi riprometto di passarci, se ne avro’ il  tempo, l‘indomani.
Prima giornata di lavoro dalla 9 alle 19 senza pausa.  Sono in albergo alle 19 e 30 e non ho fame. Decido per la spa.  Mi metto il costume da bagno  e sono  alla reception.
 
Premetto che anche se non mi sento uno rude, tipo di quelli  “che non devono chiedere mai” e che bevono solo “Petrus l’amarissimo che fa benissimo”, e’ la prima volta che entro in una spa.
 
Non so’ bene come funzionano queste strutture e quindi cerco di guardarmi attorno per capire come muovermi. Mi consegnano il bracciale/chiavetta dello stipetto per  i vestiti e sono dentro. Già  nello spogliatoio  inizia lo spettacolo: tutti  sono nudi e beatamente girano per lo spogliatoio. Mi sento come  calimero nel  mio costumino tutto nero. Va beh, resisto ed entro nell’area spa.
Ci sono una serie di vasche  di dimensioni e colore dell’acqua diverse, due pareti con le docce, una parte laterale dell’area attrezzata con specchi e sgabellini/bidet per la pulizia personale.
Quattro porte permettono l’accesso alla piscina, alle due saune (secca ed umida) ed al giardino esterno dove si trovano altre due vasche.
Anche dentro tutti nudi. E tutti, piu’ o meno,  mi guardano  come un alieno. Continuo a resistere nel mio costume. Pero’ comincio a  studiarli anch’io.
Innanzitutto mi sembrano strani perche’ non hanno nemmeno un pelo, giuro nemmeno uno a pagarlo,  ed una pelle liscia e rosa come dei  vermicelli (e questo deve essere uno dei motivi che mi guardano in maniera strana considerato che mi devono vedere come uno dei discendenti diretti dell’uomo scimmia per  quanti peli rivestono il mio corpo a tutte le latitudini).
 
Entro nella vasca dal liquido rosa e mi faccio galleggiare dall’idromassaggio, senza perdere di vista quello che mi succede attorno.
Comincio a notare che tutti hanno una passione per lo spazzolino che continuano a sfregare sui denti anche dentro le vasche, sotto la doccia, in sauna. Dappertutto insomma.
Mi incuriosisce un signore che seduto sullo sgabellino/bidet, mentre si guarda allo specchio, continua a lavarsi i denti.
Prendendo dell’acqua da una delle ciotole messe a disposizione si riempie la bocca e comincia a sciacquarsela ed a fare gargarismi. Dopo alcuni minuti di una serie di grugniti  e suoni gutturali vari si guarda il coso e ci sputa sopra tutta  la sciacquatura della bocca! Che schifo!!
Ecco, ora puo’ dire di averlo profumato!
Passo nell’altra vasca dove il display non  mostra la temperatura. Per un attimo non sento piu’ le gambe da quanto calda era l’acqua. Poi, piano piano, ci si abitua e si riesce ad entrare completamente nella vasca.  Calda, veramente calda.  Sto cercando di adattarmi che entra uno che senza alcun segno di  sofferenza si tuffa allegro sino alla testa.  Se ne esce bello come il sole e si allinea a fianco a me.  Considerato che dovrei essere  oramai cotto al punto giusto me ne esco e cambio vasca. Scelgo una con  l’idromassaggio e l’acqua a 39 gradi. Bellissimo.  E continua a guardarmi intorno.  Mi accorgo che parecchi attingono  da un secchio posto a fianco della porta di ingresso alla sala della polvere bianca. Se la mettono in bocca e cominciano a farla girare per il palato. Dopo un po’ la sputano a terra nelle canalette di scolo o sotto la doccia. Non ho capito che razza di roba sia. Ma non voglio scoprirlo personalmente: tengo famiglia.
 
Esco  e, dopo avermi asciugato, entro nella sauna secca. Il profumo di legno secco arso e’ bellissimo, gia’ di per se stesso rilassante. La sauna e’ tutta in legno con una ampia panca da dove ……. si puo’ guardare una partita di calcio della premiere league koreana. Fine della poesia. Comunque e’ piacevole.
 
Dentro c’e’ gia’ un’altra persona che, seduto con le gambe alla maniera degli indiani, mantiene lo sguardo sul suo coso e, nello stesso tempo, dondola con il corpo da destra a sinistra e viceversa.  Per   i cinque minuto che sono stato dentro non si e’ fermato un attimo.
 
Dopo un po’ esco e, meraviglia, vedo un ragazzo in pantaloncini e maglietta! Evvai, non sono solo su questo pianeta. Anche altre persone  pensano che girare in pantaloncini/costume  nella spa non e’ così riprovevole. Mi sento confortato.
Pero’,  c’e’ qualcosa  che non mi convince. Gli altri non lo guardano in  modo strano, come guardavano me.  Eppure lui e’ piu’ vestito di me.  Orca! E’ l’addetto alle vasche. Ecco perche’…….
Cambio vasca.  Acqua trasparente, senza idromassaggio, temperatura 19 gradi. Penso che sia un po’ fresca ma che tutto sommato sia sopportabile e sia giusta dopo la sauna.
Altro che sopportabile, e’ gelida, gelida da infarto. Cerco di resistere almeno con le gambe. Mi muovo avanti ed indietro. Dopo un po’ esco e ritorno sulla prima. Rinasco.
Nella vasca alla mia sinistra c’e’ un signore che  riconosce una persona  che si trova nella vasca alla mia destra: subito si mette in piedi e si inchina sino a quasi toccare l’acqua con il viso. Anche l’altro signore, per tutta risposta, salta in piedi e ricambia il saluto con un ampio e lungo inchino.  Fine dei saluti ed entrambi  ritornano ad immergersi nelle rispettive vasche.
E’ ora di uscire.  Termino con una bella doccia calda/fredda.
Prendo un asciugamano dalla pila che trovo all’ingresso e mi asciugo. Nel frattempo guardo meglio l’altra pila di asciugamani rosa (che inizialmente pensavo per le donne ma evidentemente sono per i maschi)  e vedo, e tocco, che sono di stoffa ruvida, con delle micropalline sulla superficie. Ora mi spiego  tutto quello strofinare che fanno sul corpo stando seduti per terra.
Esco dalla sala e si entra nell’area spogliatoi e rilassamento.  C’e’ una sala  con dei divani  da cui si vede la televisione, un’altra stanza per dormire su delle poltrone reclinabili, il locale per il barbiere e gli spogliatoi veri e propri. In mezzo al corridoio, tra persone nude  che vanno e vengono, c’e’ un signore che a gambe divaricate si sta’ beatamente massaggiando le parti basse…..  Lo scanso e mi vado a cambiare.
Devo dire, comunque, che e’ stato piacevole.
Il secondo giorno si e’ svolto nella stessa identica maniera: stesso orario di lavoro, stesso salto del pranzo e stesso finale di serata in spa.
La terza serata decido di andare oltre: decido di farmi fare un massaggio rilassante alle spalle. Per un attimo mi viene da pensare alla lista delle cose che ti qualificano come omosessuale letta da Vendola  nel programma di Fazio. Sicuramente il massaggio e’ tra i primi posti. Ma che me ne importa amme’.
 
Entro nell’ala massaggi: leggero profumo di sandalo molto gradevole. Musica  rilassante che si spande nella reception. Non c’e’ nessuno. Dopo un attimo esce una signorina che, dopo il canonico inchino, mi espone il cartello con i tipi di massaggio che praticano. Cerco di spiegarle che vorrei solo un massaggio rilassante sulle spalle, nulla di piu’. Non mi capisce ma mi fa accomodare in una saletta interna,  non prima di avermi offerto una tazzina di the.
Arriva un’altra ragazza ed anche con lei cerco di chiarire cosa desidero.  Non sono convinto che abbia capito, pero’  gli dico che va bene.  Mi passa delle pantofole di cotone e mi fa entrare nella stanza massaggi. Mi lascia solo per potermi cambiare e mettermi degli slip  che mi fa vedere sigillati dentro una scatola di legno. Quando sono pronto, con gli slip e disteso a pancia in giu’ sul lettino, devo suonare un campanellino che mi ha lasciato.
Fatto e suonato. Il lettino e’ caldo e lei mi copre sino alle schiena con un asciugamano altrettanto caldo. Inizia il massaggio. Dopo pochi istanti mi e’ chiarissimo che non ci eravamo capiti per nulla:  del massaggio rilassante non c’era nulla, mentre  mi torceva le braccia, le spalle  e tutto
quanto del mio corpo era movibile,  nella loro massima estensione. Non posso dire che mi faceva male perché mi faceva malissimo. Ma tanto. Ad un certo punto con il braccio destro portato all’indietro sulla schiena, ha iniziato a schiacciarmi la clavicola con il gomito.  Schiacciava e si spostava di un po’. E faceva male. Sino a quando   ha schiacciato in un punto che faceva ancora piu’ male. Mi sono detto “resisti, tanto schiaccia per un attimo e poi si sposta”. Col cavolo, lei stava cercando proprio quel punto!  Ho aperto gli occhi ed ho visto che puntava i piedi e spingeva il suo gomito su quel punto della schiena con tutta la forza che aveva. Dolore, dolore estremo. Sembrava non dovesse finire mai.  Ma io ero venuto per un massaggio rilassante! Maledetti coreani che non volete imparare l’inglese e nemmeno l’italiano!
Comunque, sono sopravvissuto alla tortura. Dopo  e’ passata all’altro braccio ma, con mia somma gioia, non ha trovato punti  particolari dove sfogare la sua forza.
 
Ho pensato che il peggio era oramai passato: errore.  Non avevo ancora subito il  massaggio al collo con  le nocche delle mani.
Non so quanto tempo e’ passato, so solo che ad un certo momento mi ha messo delle garze alle spalle e spalmato sopra della crema bollente (veramente bollente) che, nonostante tutto,  mi ha fatto meno male dei   massaggi precedenti.
Fine del massaggio.  Mi lascia solo per ricompormi ed aspettarmi nella saletta a fianco della reception con una altra tazza di the.
Bevo, pago e saluto. Le spalle ed il collo sono tutte un dolore. Ma chi me lo ha fatto fare!
Decido di terminare la serata (oramai sono le 21) nella spa, a farmi un po’ di vasche con i miei amici dalla pelle liscia e rosa.
L’indomani mattina la schiena e spalle sono ancora sotto shock. Alle nove  arriva il tassista per portarmi in cantiere. Solita cortesia ed affabilita’. Pero’ lui vuole fare di piu’: attacca, senza preavviso, il massaggio sulla mia poltrona. Maledetto, questo mi vuole vedere morto.
 
Oggi, mercoledì 17, non sono potuto rientrare a casa perché non c’era posto nell’aereo che mi doveva portare da Busan a Seoul.  Si rimanda a domani. Decido quindi di fare il turista e nella piantina della città scopro il tempio di Seongjusa  fuori città ed indicato tra i luoghi assolutamente da visitare. leggo che è stato costruito nell’AD890 e che è stato ricostruito nel 1598 dopo essere stato incendiato dagli invasori giapponesi.
Trovo un tassista e gli faccio vedere sulla piantina  dove vorrei andare. Si mette a discutere con un suo collega, parlottano un po’ mentre girano e rigirano la piantina. Si convince e mi fa salire. Venti minuti e siamo arrivati ai piedi di una montagna dove si inerpica una strada asfaltata.
Scendo dalla macchina e comincio la salita. Gli alberi dalle foglie dalle tonalità rosso fuoco al giallo splendente accolgono i visitatori. Un laghetto con una fonte si apre sulla sinistra. Sui macigni che costituiscono e delimitano la fonte fedeli hanno issato piccoli cumuli di sassi e lasciato statuine di piccoli budda, bracciali e collane ed altri piccoli oggetti.
Ancora qualche passo e giungo ai piedi di una lunga scalinata in marmo alla fine della quale si apre un grande spazio delimitato a destra da un grande tempio, alla sinistra dalla casa dei monaci ed in fondo da due piccoli templi decisamente più antichi degli altri. Ancora a destra c’è la scuola dei monaci. La giornata è splendida, c’è una leggera aria fredda che muove le piccole campane sospese agli angoli dei templi. Suonano con una aritmia dolce e piacevole. Il bosco alle spalle dei piccoli templi antichi sfoggia i più vivi  e splendenti colori dell’anno. Non c’è nulla fuori posto.
Quello che è stranissimo è il gran movimento di donne fuori dalla scuola. Una gran parte delle porte di questo edificio è aperta e così riesco a vedere il monaco insegnante che sta leggendo qualcosa, mentre le allieve stanno sedute e/o accovacciate sui cuscini a parlottare. Alcune sono uscite all’aperto e stanno chiacchierando. Però solo donne.
Mi porto ai templi  più antichi mentre in quello poco più grande  è in corso una preghiera guidata da un altro monaco. Poche  signore sono all’interno, viste le dimensioni dell’edificio, mentre altre si trovano all’esterno rivolte verso l’altare. Eseguono dei canti che sembrano delle cantilene, guidate in questo dal monaco che suona una specie di campana di legno che colpisce, con calma e determinazione insieme, con un lungo bastoncino  di legno. Il suono è dolce e ritmico e porta naturalmente ad assecondarlo. Le signore sono in piedi e cantano ad occhi chiusi. Guardarle ed ascoltarle è davvero un piacere dello spirito. Termina la cerimonia con i soliti tre inchini al suolo. Il monaco esce e se ne va con un incedere solenne, quasi disinteressato da chi gli sta intorno. Le signore si disperdono, alcune rimangono nel tempio, mentre una distribuisce dei braccialetti con iscrizioni buddiste. Mi vede, mi sorride, fa un inchino e mi porge un braccialetto. Lo prendo volentieri, gli sorrido e, ringraziandola con una delle poche parole che conosco in koreano,  eseguo il mio inchino.
Nella tradizione di questi templi le offerte per i monaci (riso, candele o soldi) si mettono di fronte all’altare. Per questo tante signore si portano di fronte alle statue dei budda per lasciare il loro pensiero. Mi metto in fila e lascio la mia offerta in denaro.
Esco all’aperto e mi dirigo nell’altro tempio, quello più grande, che al momento è completamente vuoto. Dietro le solite tre statue del budda sono allineate migliaia di piccole statuette del budda in marmo bianco. Il  soffitto, delimitato da travi coloratissimi  che riportato figure di draghi e mostri vari, è completamente ricoperto da fiori rosa da ognuno dei quali scende un bigliettino.
Sul pavimento, allineati in bell’ordine, i cuscini per i fedeli.
Mentre respiro con intensità  l’armonia di questo luogo, entra una signora che  avvicinandosi mi  chiede se è la prima volta che visito quel tempio. E me lo chiede in inglese! 
Gli rispondo di si e mi azzardo a chiederle come mai ci siano solo donne che frequentano il tempio. Mi spiega  che l’indomani i loro figli dovranno sostenere gli esami di ammissione all’accademia (penso sia l’università) e quindi tradizione vuole che le madri si rechino in questo tempio a pregare per la loro sorte. E, con  tanta emozione, mi dice che anche lei era madre che prega per ilo figlio.  I miei auguri di buona fortuna sono stati ricambiati con un profondo e sentito inchino che, a mia volta, ho ricambiato di cuore.
Seppur pieno di persone l’ambiente è spettacolare per la pace che emana.
Arriva il momento della partenza ed assieme ad un senso di dispiacere per quello che stai per lasciare. C’è quasi un sottile dolore nell’abbandonare  quel luogo dello spirito dove ti è stato dato modo di percepire quella serenità e quella pace che nella vita quotidiana ti sembrano irraggiungibili.
 
Ora, però, ho un problema: come caspita faccio a tornare in città se non trovo un taxi?
Mi avvio sulla strada, verso il parcheggio, nella speranza di trovare qualcosa.  Niente da fare. Nel frattempo le signore sono state messe in libertà e stanno lasciando la zona a bordo delle loro rispettive macchine. Tutte salutano con un inchino (mentre stanno guidando!) quando mi passano di fianco. Mi faccio coraggio e chiedo ad una se ci sono taxi nei paraggi. Purtroppo il mio coreano è allo stesso livello del suo inglese. Cerco di spiegarle che devo tornare in città (town). Niente. Ripeto lentamente, chissà poi perché, town e poi, sperando di essere compreso, city. Ho fatto centro! Ha capito. Non so cosa, ma ha capito qualcosa perché  gli si sono brillati gli occhi. Mi fa cenno di salire e parte. E’ in macchina con una altra signora e continuano a parlare tra loro. Chiamano al telefono e scambiano battute. Una volta arrivati nella strada principale mi ci ritrovo perché è la stessa che ho fatto due volte al giorno per tutto il periodo che sono stato qui. Ma continuo a chiedermi dove mi porterà la signora. Ad un certo punto entriamo nel parcheggio di un grosso centro abitato  (quelli per intenderci fatti da grattacieli tutti vicini e numerati sulle pareti). Si ferma e scende. Mi dice qualcosa che non capisco. Arriva un uomo che sale alla guida della macchina e la signora  mi saluta. Chiedo all’uomo se parla inglese e mi dice di parlarlo un po’. Lo ringrazio e gli chiedo dove mi sta portando, perché potrei scendere anche lì e prendere un taxi ora che sono in città. Lui dice di no che mi accompagna sino a City 7 (ecco dove stavamo andando e, devo dire fortunatamente, il mio albergo è proprio al centro City 7!). Very luky day.
Ad un certo l’uomo mi chiede: How did you find my wife?  Ahi, allora il coreano è geloso! Lo tranquillizzo subito spiegandogli dove e perché ho incontrato sua moglie.
La risposta lo soddisfa  e quindi mi porta sino all’ingresso dell’albergo. Gentile lui e gentilissima la moglie.  
Per finire una parentesi sui coreani. Uno degli ispettori della compagnia proprietaria delle navi che ho visitato si trova  lì da 8 anni e da un paio ha una fidanzata locale che, nel frequentarlo, ha imparato il dialetto napoletano.
Ho avuto l’ardire di chiedergli l’idea che lui si è fatto dei coreani  al di là dell’impressione di facciata che ne puo’ avere il turista di passaggio. La risposta  che mi ha dato, nella sua estrema sintesi, racchiude in sé tutta la filosofia napoletana e quella coreana insieme che io conosca:
“A parte questi del cantiere che oramai ci conoscono da parecchi anni, tutti gli altri sono quattro fessacchiotti che ti rigiri come vuoi”.  Ecco, il napoletano che si sente sicuro di sé e che ritiene di non poter essere mai fregato dal prossimo ed i coreani  dall’atteggiamento lineare ed apparentemente ingenuo che non riescono a comprendere appieno il loro interlocutore che, per questo, tende quasi a  prevaricare.     
Fine del viaggio.
 


alcune foto

uffici direzionali del cantiere

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

ingresso dell'hotel 

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

bagno della camera

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

e relativo WC

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

con annesse istruzioni in inglese

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

una delle due navi che ho collaudato

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]


la nave porta-container che, all'epoca, doveva essere tra le più grandi al mondo potendo traportare 12.400 teu

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

ecco la scalinata che porta ai templi
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
il tempio più grande
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
con i suoi magnifici colori all'esterno
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
ed il tempio con le signore in preghiera
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

l'interno dell'edifico grande

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
renzo
renzo
rubapane
rubapane

Maschio
Numero di messaggi : 362
Età : 65
Localizzazione : venezia
Barca e motori : "Topa" con 40Hp f.b.
Porto/Marina : Laguna Veneta
Data d'iscrizione : 07.10.07

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da nautius il Lun 27 Lug 2015 - 19:33

Grande Renzo!!! come sempre un romanzo che pero' ha quel sapore di vita reale e vissuta che lo rendono unico e molto bello...

E poi si imparano sempre delle cose.. dovessi capitare in Corea... col cazzo che mi faccio un massaggio........ sghignazza sghignazza sghignazza sghignazza sghignazza sghignazza sghignazza sghignazza sghignazza sghignazza

Credo che tu sappia che il racconto mi e' piaciuto moltissimo.. le foto pure.. ma quelle che ho riguardato piu' volte sono quelle 2 misere delle navi... e se mi dicessi qualche cosa di piu' del "ferro" mi piacerebbe tutto molto di piu'... sono malato lo so'....

_________________
Claudio e' nautius!!   *******LA PIU' GRANDE PASSIONE E' IL MARE*******

La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un proumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonami amico mio, ma io non scenderò.

Danny Boodman T.D. Lemon Novecento
nautius
nautius
Admin
Admin

Maschio
Numero di messaggi : 16568
Età : 54
Localizzazione : luminosa serenissima repubblica
Barca e motori : Jeanneau Prestige 46
Porto/Marina : Izola Slovenia
Data d'iscrizione : 25.09.07

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da renzo il Lun 27 Lug 2015 - 19:49

Ciao Claudio.

Non insisto mai troppo sulle foto "marittime" perchè temo di essere ripetitivo. Comunque, eccoti accontentato

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

ecco la "mia" stazione radio

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

Ciao.

renzo
renzo
renzo
rubapane
rubapane

Maschio
Numero di messaggi : 362
Età : 65
Localizzazione : venezia
Barca e motori : "Topa" con 40Hp f.b.
Porto/Marina : Laguna Veneta
Data d'iscrizione : 07.10.07

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da nautius il Lun 27 Lug 2015 - 20:23

Ti voglio bene!! Ancora Corea del Sud. 390447

_________________
Claudio e' nautius!!   *******LA PIU' GRANDE PASSIONE E' IL MARE*******

La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un proumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonami amico mio, ma io non scenderò.

Danny Boodman T.D. Lemon Novecento
nautius
nautius
Admin
Admin

Maschio
Numero di messaggi : 16568
Età : 54
Localizzazione : luminosa serenissima repubblica
Barca e motori : Jeanneau Prestige 46
Porto/Marina : Izola Slovenia
Data d'iscrizione : 25.09.07

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da Marlin il Lun 27 Lug 2015 - 22:45

Grazie Renzo, bel racconto, ed anche ben scritto, forse in Corea non ci andrò mai, ma avendo letto il tuo racconto, è un po' come se ci fossi stato..........
Marlin
Marlin
fancazzista reale
fancazzista reale

Maschio
Numero di messaggi : 2771
Età : 61
Localizzazione : Lucania
Barca e motori : A piedi per ora.....
Porto/Marina : Policastro
Data d'iscrizione : 11.10.07

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da Ospite il Mar 28 Lug 2015 - 8:27

Che esperienza fantastica Smile
una cosa mi ha colpito molto, il tuo continuare a controllarti intorno nella spa, lo capisco con tutti quei cosi da fuori lo avrei fatto anche io  sghignazza sghignazza sghignazza sghignazza
Bellissimo racconto, trascinante ed emozionante, complimenti Smile
avatar
Ospite
Ospite


Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da Breus il Mar 28 Lug 2015 - 9:27

renzo ha scritto:Non insisto mai troppo sulle foto "marittime"
Insisti....ti prego....insisti!
Breus
Breus
rubapane
rubapane

Maschio
Numero di messaggi : 236
Età : 67
Localizzazione : Firenze
Barca e motori : Menorquin 120 - Yanmar 2X260
Porto/Marina : Marina di Salivoli (Piombino)
Data d'iscrizione : 09.12.14

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da matias il Mar 28 Lug 2015 - 9:59

Mega costruzioni e meganavi sono i miei programmi preferiti su DMax ...

grazie anche per il racconto !!!
matias
matias
fancazzista reale
fancazzista reale

Maschio
Numero di messaggi : 1546
Età : 53
Localizzazione : Sul tacco ... tra Adriatico e Ionio
Barca e motori : Manò Marine 22.52 FB + Suzuki 200 4T
Data d'iscrizione : 06.11.07

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da offshore il Mar 28 Lug 2015 - 10:41

mammamia che bellissimo racconto! grazie!!!

....se rinasco e non sono straricco per viaggiare..... sarebbe bello almeno fare il tuo meraviglioso lavoro!!

...per i massaggi...forse son meglio quelli tailandesi........sghignazzasghignazzasghignazzasghignazza

_________________
ogni ora di sonno rubata......è un ora di vita guadagnata......

Traffico marittimo: Liguria Ponente Costa Azzurra
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
offshore
offshore
Admin
Admin

Maschio
Numero di messaggi : 1943
Età : 55
Localizzazione : tirchiolandia....liguria
Barca e motori : Fairline Targa27 Volvo 2x225hp
Porto/Marina : Aregai (IM)
Data d'iscrizione : 25.09.07

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da Zetazero il Mar 28 Lug 2015 - 12:35

spettacolo ... bello bello .... mi piace

idem per Mega costruzioni e Mega navi  

le foto delle navi viste così sono riservate a tecnici ed addetti ai lvori ... e pertanto più apprezzate Smile

Grazie Renzo !

_________________
Mejo ciamar l'oste in tera che i santi in mar
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
Zetazero
Zetazero
Admin
Admin

Maschio
Numero di messaggi : 3168
Età : 55
Localizzazione : Trieste
Barca e motori : Quicksilver 610 Cruiser
Data d'iscrizione : 04.10.07

Torna in alto Andare in basso

default Re: Ancora Corea del Sud.

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum