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Messaggio Da Franz-One il Gio 22 Nov 2018 - 18:16

Ho un'occasione di uno che ha chiuso l'attività e svende a prezzi molto buoni dei rotoli di cime di vario diametro in nailon e poliestere.

Che differenza c'è tra le due? Sono adatte per l'ormeggio?

Quella che interessa a me (Diam. 20 mm) è in poliestere.
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Messaggio Da nautius il Gio 22 Nov 2018 - 19:21

la differenza tra nailon e poliestere parlando di materiale puro e' che il nailon ha una ottima resistenza meccanica e assorbe le estensioni, il poliestrera ha una resistenza superiore al nailon alla temperatura ma e' inestensibile per cui meccanicamente più fragile.

Ora riportandolo ad una cima credo che in pet possa resistere meglio agli agenti atmosferici ma ammortizzare meno del nailon.. mia conclusione in quanto mi intendo dei materiali che però uso a livello imballaggio e non per cime.

Biognerebbe capire le cime di ormeggio usuali come sono fatte per una comparativa...ce ne sono più o meno pregiate, che ammortizzano più o meno, con più o meno legnoli.. ecc ecc... e' un campo molto vasto difficile dare un consigio.....

Fossi in te verificherei il costo della stessa cima comprandola a bobina anche in ebay per capire se il prezzo e' VERAMENTE concorrenziale.. ma più di tutto verificherei che siano adatta SPECIFICATAMENTE per ormeggiare la barca...e, ma magari mi sbaglio, credo che un diametro da 20 sia insufficiente per la tua

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Messaggio Da Franz-One il Ven 23 Nov 2018 - 11:44

100 € mi sembra un prezzo molto buono per cime di diam. 20 mm. e un rotolo da 120 m. 

Non sarebbero per sostituire le cime di ormeggio fisse che effettivamente sono di diametro superiore ma per quelle di ormeggio in transito che metto sempre a doppino e quindi con (quasi) doppia resistenza.
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Messaggio Da Zetazero il Ven 23 Nov 2018 - 13:52

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Messaggio Da grande blu il Ven 23 Nov 2018 - 13:59

Sembra buono davvero. Non puoi comprare un po' meno metri?
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Messaggio Da Vi il Ven 23 Nov 2018 - 16:23

Ho trovato qualcosa sul blog di osculati che riporto:
La scelta del materiale 
In commercio solitamente i materiali sono i seguenti:
– nylon, ottimo materiale elastico, regge in modo adeguato le trazioni, ma nel tempo tende a irrigidirsi
– poliestere, miglior rapporto qualità prezzo, meno elastico del nylon, la più venduta e utilizzata
– polipropilene, materiale resistente all’incirca come il poliestere, galleggiante, ma più deteriorabile, normalmente utilizzato per i sagolini salvagente, ma anche per cime.
Personalmente per la banchina consiglio la 3 legnoli in poliestere poiché garantisce un ottimo compromesso e giusta elasticità, caratteristica essenziale per ammortizzare le continue sollecitazioni all’ormeggio, special modo in caso di risacca.
Il dimensionamento dipende da vari fattori, tra cui i principali sono la lunghezza della barca e quindi il dislocamento (anche se in realtà è l’opera morta a prestarsi al vento e a opporre resistenza a mo’ di vela) e la grandezza delle gallocce: si perché va bene sovradimensionare per maggior sicurezza, ma se poi non si riesce correttamente a dar volta non abbiamo fatto un buon acquisto.
Nella tabella di seguito vengono riportati diametro della cima consigliata per la lunghezza dell’imbarcazione. Se invece si vuol fare una valutazione estremamente precisa solitamente si calcola il dislocamento dividendolo per 4, ovvero i normali 4 punti di ormeggio, 2 a prora e 2 a poppa. Il valore ottenuto va aumentato di 2,5 volte per un margine di sicurezza che tiene conto delle varie distribuzioni dei carichi non sempre precisamente ripartiti sulle 4 gallocce; a questo punto si verificano i carichi di rottura forniti dal produttore e la scelta è fatta.
Se non vogliamo perderci troppo nei numeri possiamo adottare una semplice regoletta che è quella di aggiungere il numero 4 ai metri della barca. Esempio: barca di 14 metri + 4 = diametro di 18 mm; si può verificare il risultato confrontandolo con lo schema.
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Messaggio Da Vi il Ven 23 Nov 2018 - 16:35

Il gioco di cime e i tipi da avere a bordo dipende anche questo dalle abitudini specifiche del diportista.
Se si ormeggia con poppa o di prua in banchina, avremo bisogno di almeno 4 cime: a parità di diametro 2 della lunghezza della barca, 2 del doppio. Va tenuto conto che spesso le cime di banchina si riportano a doppino, e ciò non solo per facilitare il disormeggio, ma anche per ripartire e rendere ancor più elastico lo sforzo: il doppino va tenuto in considerazione proprio per la valutazione detta prima sulla scelta del diametro, poiché la galloccia dovrà accogliere sia la volta del dormiente che del corrente; e nel caso anche del traversino e/o dello spring (se non si è dotati di galloccia a mezza barca).
In caso di ormeggio cosiddetto all’inglese (di fianco), vale la stessa regola, con l’aggiunta dei 2 traversini di lunghezza della barca: volendo farsi bastare la dotazione delle 4 cime, la stessa della galloccia di prua (lunga il doppio della barca) assolverà il compito sia di cima principale (assicurata alla bitta/anello a pruavia della barca) che di spring di ritorno.
Non entro nel merito della questione ammortizzatori con molle o gomma, ma li consiglio caldamente.
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Per chi passa molto tempo all’ancora invece la questione è un po’ diversa.
Se disposti alla ruota il problema si risolve scaricando la tensione del verricello riportando il tiro della catena sulle gallocce di prua, a mezzo mano d’acciaio (o un nodo di bozza) e due cime. Le cime della lunghezza di circa 3 metri l’una avranno lo stesso diametro di quelle d’ormeggio: consiglio 2 unità separate, senza utilizzare quelle d’ormeggio, il motivo è legato al fatto intanto di maggior praticità (manovrare 3 metri è diverso che 12), poi di non esporre continuamente al sole inutilmente metri inutilizzati, e ultimo la possibilità di frequente immersione in acqua salata, a seconda della scelta del punto di lavoro sulla catena.
Altra situazione è quella delle cime a terra, frequente sulla costa turca ad esempio.
Il diametro può rimanere lo stesso, ma la lunghezza va pensata in base alla distanza dalla battigia, che può variare a seconda del posto e della profondità del fondale, tenuto anche conto di dove andremo ad assicurare la cima (un sasso, un albero più o meno vicino alla costa).
Non esiste quindi una misura standard ma, se pensiamo alla distanza di sicurezza di almeno 10-15 metri, ne consegue una misura intorno ai 20 metri a linea utile; questo significa però che non passeremo a doppino (poco frequente con cime a terra) e daremo volta alla galloccia di poppa e una gassa all’albero della situazione: il tratto finale destinato a terra sarebbe meglio fosse rivestito utilizzando la guaina tipica del tubo di irrigazione, di modo da non rovinare la cima e soprattutto la natura ospitante (c’è chi utilizza uno spezzone di catena ma tale sistema danneggerebbe l’albero: anche per ciò se c’è possibilità di scelta, a priori sempre meglio privilegiare una roccia).
(La buona norma del rivestimento vale anche per la banchina, nel tratto di cima soggetta a sfregamento sulla barca e a terra).
In realtà i 20 metri sono solo quelli utili a barca ferma, ma va considerata tutta la manovra che richiede avvicinamento prudente e persona sul tender o a nuoto addetta a portare le cime a terra; questo si traduce con la necessità di un notevole gioco, che raddoppia se non triplica (a seconda delle circostanze) la lunghezza finale. Io ad esempio ho 60 metri di cima composta da 40 metri in unica lunghezza e 20 metri collegata con gassa alla prima.
Il tipo di cima consigliata è senz’altro del tipo galleggiante in polipropilene; si trova anche in polietilene (Spectra-Dyneema), ma senz’altro più costoso.
La cima galleggiante serve ad agevolare chi deve portarla a terra, e impedisce che in manovra, a volte concitata, non vada ad infilarsi nell’elica.
Anche in tal caso utilizzare le cime abitualmente per la banchina non è cosa saggia, poiché nell’ormeggio cime a terraspesso la fase di calma di vento fa si che possano immergersi completamente in acqua, special modo quella sottovento tendenzialmente scarica di tensione, riducendo la vita della cima stessa.
tratto dal blog di osculati.com
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Messaggio Da Franz-One il Ven 23 Nov 2018 - 17:36

GRASSSIEEEEE!!!!  Very Happy
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Messaggio Da nautius il Ven 23 Nov 2018 - 18:37

Vi ha scritto:Ho trovato qualcosa sul blog di osculati che riporto:
La scelta del materiale 
In commercio solitamente i materiali sono i seguenti:
– nylon, ottimo materiale elastico, regge in modo adeguato le trazioni, ma nel tempo tende a irrigidirsi
– poliestere, miglior rapporto qualità prezzo, meno elastico del nylon, la più venduta e utilizzata
 il mio ragionamento era giusto

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Messaggio Da Franz-One il Lun 26 Nov 2018 - 12:39

Ho trovato un'altra tabella sul sito della ARMARE, ditta friulana che produce ottime cime a quel che mi dicono:

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Dettagli di costruzione:
- Storm Line Plus: Anima in Dyneema® a torsione bilanciata, calza in Poliestere
- Secur LIne: Treccia a 8 lignoli a torsioni equilibrate in 100% Dyneema® SK78 e PU Coating
- Square Line PP: Treccia a 8 lignoli in Polipropilene H.T. stabilizzato U.V.
- Storm Line: Anima trecciata a torsioni equilibrate, in Poliestere H.T. Copertura in Poliestere H.T
- Round Line: Treccia a 12 lignoli in Poliestere
- Square Line:. Treccia a 8 lignoli in Poliestere (ottolina)
- Sea King: Cima ritorta a 3 lignoli in Poliestere 100%, lavorazione a gherlino.

I costi delle prime sono realmente altissimi però....

La Sea King però mi risulta sia in Poliestere HT anche se non indicato nei dettagli di costruzione e mi pare un buon compromesso costo/prestazioni, guardando anche al carico di rottura.
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Messaggio Da nautius il Lun 26 Nov 2018 - 13:33

credo che più legnoli hanno più sono resistenti a parità di diametro e più ammortizzano... ovviamente sono più complesse da produrre e costano molto... poi se traduciamo il molto al mondo della nautica diventa impossibile!

Sinceramente io opterei sempre per le classiche a 3 legnoli di giusto diametro io ne ho comprati 100 Mt ancora alla Marina Frapa in emergenza durante una settimana di bora vari anni fa.. non so quanti avevo ancora la betoniera.... mi pare da 12.. la uso ancora da allora per ormeggi volanti e spring... non so se era poliestrere o nailon.. secondo me poliestere visto la tenace resistenza agli agenti atmosferici... ne ho fatto 4 pezzi dei 100 mt iniziali alcuni erano diventanti duri come il legno.... il marinaio di Izola che mi ha lavato la barca l'anno scorso nei 150 € del servizio mi ha messo anche il lavaggio cime.. le ha lasciate in ammollo una notte in detersivo e ammorbidente sono tornate praticamente nuove....

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Messaggio Da Zetazero il Lun 26 Nov 2018 - 13:56

nautius ha scritto: il lavaggio cime.. le ha lasciate in ammollo una notte in detersivo e ammorbidente sono tornate praticamente nuove....

operazione che faccio da sempre dal lontano 2001  cheers
niente detersivo solo acqua fredda e ammorbidente qualche giorno, le cime a tre legnoli con piomba sono quelle che utilizzo per l'ormeggio. Sempre perfette  Very Happy Very Happy

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Messaggio Da Franz-One il Lun 26 Nov 2018 - 18:09

Anche le mie risalgono a diversi anni fa (2005-2008 ?) e negli ultimi due anni il mio marinaio me le ha lavate, ma adesso preferisco rifarle nuove anche perché mal si adattavano all'ormeggio attuale dando qualche problema nell'agganciarle alle bitte tirandole parecchio.
Inoltre dall'anno prossimo cambio ormeggio (posto barca) e le voglio fare su misura più precisa.

Ho approfittato del Black Friday per ordinarle ora ad uno sconto molto buono (-39%). 
Ho ordinato le Sea King da 26 mm che sono tra le più usate per questo scopo senza andare sulle Dyneema che costano da 3 a 5 volte tanto e ne ho bisogno di circa 80 m tra poppa e bricole.

Ne avanzerò oltre una ventina di metri che posso utilizzare sicuramente per altri scopi.

Inoltre ho preso da un negozio che ha chiuso anche delle cime da ormeggio volante da 20 mm. ad un super prezzo!

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