2011: Visita in Cina

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Messaggio Da renzo il Sab 23 Mag 2015 - 21:13

Siccome non posso che essere d'accordo con quanto detto da Nautius [in merito alla partecipazione attiva al forum], cerco di portare un piccolo contributo con le scemenze riportate da un viaggio in Cina nel 2011. Se non il testo, magari le foto potranno essere interessanti:

Eccomi arrivato ad Hong Kong, in transito per la Cina. L’armatore ha chiamato troppo tardi per poter ottenere in italia il visto di ingresso in cina, così, come espediente, sono costretto a venire ad Hong Kong e farmi fare il Visa da una delle agenzie che stazionano permanentemente in aeroporto. Devo dire che sono un po’ in apprensione, mentre mi porto al bancone della ditta ALOHA, vista l’ultima esperienza del collega. Mentre mi avvicino noto che le due donne dietro il bancone smettono di mangiare della roba marrone che sembra carne (?). Sono le otto locali e l’odore che sento entra in collisione con lo stomaco. Allungo il passaporto alla signora più anziana e lei comincia a sfogliarlo. Mi fa notare che non ho pagine bianche dove attaccare il visto. Me lo ridà per farmi controllare la cosa, così che, velocissimamente, stacco da una pagina un vecchio visto cinese. Ecco fatto, ora la pagina bianca c’è! Sarebbe stato troppo semplice. Per prima cosa mi rimprovera severamente perché non si possono staccare i visti. Così si riprende il visto staccato e lo reincolla per bene sul passaporto. Addio pagina immacolata. Poi, benevola, mi dice che per questi casi c’è un sovrapprezzo per ottenere un visto anche se non ci sono pagine disponibili sul passaporto. Lo sapevo! Lo sapevo! Tutti i motivi servono per chiedere più soldi. Che devo fare, pago.
Mi racconta, allora, di tutti quelli che si fanno fare i visti da loro, etc. Gli dico, così, che sono il collega di quel disgraziato che lei si è inventata di mandare a Macao un paio di settimane prima per annullare il timbro sul passaporto di servizio. Anzi, il collega mi prega di salutarla e ringraziarla ancora per l’aiuto. Mi sorride divertita e mi chiede se so tutta la storia e che, in quella situazione, veramente non c’era altra possibilità. Gli mollo  148 euro e valigia e me ne vado a passeggio per l’aeroporto.  Sono 5 ore che giro per la sala arrivi e mi sento stanco, come senza meta. Il passaporto è in ritardo e la signora mi dice di ritornare dopo mezz’ora. Ora la guardo meglio, ha un che di familiare, già visto. Ecco: sembra la mamma di E.T.! Davvero gli assomiglia molto (chiamo a testimoniare il collega che l’ha vista prima di me).
Ritorno. Il passaporto ancora non c’è. Altri 30 minuti. Sono oramai le 15 e finalmente arriva con il suo bel visto attaccato. Saluto e mi metto in fila per andare al gate.
Mi porto in business lounge e sento il bisogno di parlare con una voce amica. Mentre ho già composto il numero di casa guardo l’ora: in italia  sono le 8.30 e se chiamo a casa mia moglie mi manda a quel paese, considerato che ci siamo messaggiati sino all’una di notte. Dirotto la chiamata su Fabiana che è già in ufficio da un’ora.
Arrivo in albergo a Zhangjian alle 23 e mi rilasso con una doccia ciclopica.  La nave è in ritardo (strano, non succede mai!) e si prevede l’ormeggio non prima delle 20 del giorno dopo. Anche stavolta si lavora di notte.  Mi accordo con l’agente per venirmi a prendere alle 21. L’indomani farò il turista. Al mattino penso di fare una abbondante colazione per acquisire “l’autonomia” necessaria  per arrivare sino a sera, quando sarò a bordo. Prima, però, mi porto alla reception per chiedere se hanno una mappa della città. Dramma! Nessuno, ma proprio nessuno, parla una parola di inglese. Mi allungano una penna ed un foglio di carta dove, capisco, devo scrivere quello che voglio. Guardo stupefatto i visi della ragazze e gli scrivo “map of Zhanjiang”. Una prende il foglio e corre al computer dove, con un programma di traduzione, decifra l’enigma. Viene verso di me e con viso addolorato muove testa e mano in armonia per farmi capire che non hanno nulla. Bene.  Meglio andare a fare colazione. Entro nel ristorante e, come di solito, faccio un giro per vedere cosa offre la casa. Su una “isola” centrale  si trovano allineati vari contenitori cilindrici, del tipo che la parte superiore si apre per vedere/prendere il contenuto che è mantenuto caldo dal fuoco sottostante.
Inizio l’ispezione: apro il primo e trovo, orrore, zampe di gallina in brodo! Per poco vomito. Secondo contenitore: palline biancastre della grandezza di una pallina da ping-pong in un brodo giallognolo. Anche queste non mi fanno per niente voglia. Terzo contenitore: spiedini di un qualcosa indecifrabile. Passo anche questo. Quarto contenitore: uova sode. Finalmente qualcosa di noto. I successivi contenevano brodi e zuppe varie che alle otto del mattino non si conciliano con le mie abitudini alimentari. Giro attorno all’isola e trovo la zona “dolci”, così almeno sembra.  Le fette di pancarrè che vedo devono essere dei reperti archeologici. Passo oltre. Segue una cosa che sembra una torta salata con della verdura (?) sopra. Ne prendo una fetta. Poi trovo dei panini tondi che sembrano fatti di pasta dolce. Vada anche per due di questi. Il caffè che mi serve la signorina è nulla di più che acqua scura. Però è calda.
L’uovo sodo è come deve essere un uovo sodo: insipido se non ci metti nulla sopra. La torta, invece, è di un gusto agrodolce indecifrabile. Sembra pasta di pane con della roba sopra che sa quasi di aceto, ma dolciastro. Non ce la faccio ad insistere. Meglio i panini dolci. Invece pure qui c’è la sorpresa: tagliandoli per mangiane a pezzettini scopro che all’interno c’è una pasta  nero/verde dolciastra. Incomprensibile la composizione (mia moglie, quando gliel’ho raccontato, mi ha suggerito che si potesse trattare di alghe. Potrebbe anche essere.) Comunque era l’unica cosa mangiabile. Ed ho pure fatto il bis.
Decido, quindi,  di portarmi al centro dove, mi dicono, si trovano i più grandi centri commerciali del posto. Prendo il bus e cerco di capire quando scendere. Una signora con una bambina di 2 anni mi sorride e, scusandosi per il suo inglese, mi chiede dove devo andare. Le faccio vedere la cartina e mi spiega che devo scendere alla terza fermata.
E’ di corporatura minuta, sui 30-35 anni, ma con un viso ed un sorriso dolcissimo, di quelle persone che quando le guardi hanno il potere di rasserenare anche te. E la bambina è la sua esatta copia in piccolo.
Il posto è come tutti  gli shopping center di quasi tutte le città del mondo: una grande strada dove si affacciano, apparentemente senza fine, centri commerciali e grandi negozi di firme importanti.
Purtroppo in questi posti trovi sempre le stesse identiche cose, in qualsiasi parte del mondo. Non è questo che cerco. Proseguo per il marciapiede, schivando moto e biciclette, e costeggio dei banchetti che vendono dei dolci fatti di frutta secca. A terra, accovacciata, una signora vestita di povere cose, con una escrescenza alla testa che fa paura. Chiede l’elemosina  senza alzare lo sguardo dal suolo. Gli lascio dei soldi nel barattolo che tiene in avanti. Il venditore di dolci a fianco mi sorride e ringrazia. Mentre proseguo, mi giro e lo vedo mentre controlla quanto ho lasciato. Si rigira verso di me e sorride ancora.
Anche in questa città il traffico non delude il visitatore straniero: ho visto cose che voi automobilisti umani non potete nemmeno immaginare. Ho visto macchine correre contromano, passando con il semaforo rosso, con il guidatore che suonava il claxon, mentre stava parlando al cellulare,  per  cercare di farsi strada tra tutti quegli stupidi che erano passati con il verde. Ho visto motociclette  arrivare all’incrocio con il semaforo rosso e passare sul marciapiede dei pedoni, attraversare la strada sulle strisce pedonali, attraversare l’altra strada contromano e rimettersi in carreggiata verso la propria destinazione. Ho visto biciclette con il “sidecar” da trasporto che portavano dei mobili grandi tre volte la bicicletta, girare contromano al semaforo e schivare indifferenti auto e pedoni. Ho visto pochissime auto, moto e biciclette  rispettare le precedenze nelle rotatorie  e lo stop dei semafori. Non ho visto rispettare le strisce pedonali, da nessuno, nemmeno in presenza della polizia. Non ho visto pedoni rispettare i semafori pedonali e  l’impiego delle strisce pedonali. Però, anche se sembra impossibile, non ho visto un solo incidente ed una sola persona che urlava, imprecava o solo si lamentava di qualche torto subito. Anche questa è la Cina moderna.
Rientro in albergo e mi preparo per andare a bordo. Alle 21 mi ritrovo con un tecnico venuto da Nagasaki per aggiustare un boiler della nave. Dopo 20 minuti siamo sul molo dove ci aspetta una barca (?) che ci porterà a bordo. Uno sguardo rapido alla barca e penso che da noi non sarebbe autorizzata nemmeno a stare legata all’ormeggio, non solo navigare, per come è messa male. Comandante e marinaio sono in ciabatte e tutte le operazioni vengono svolte in perfetto stile legge antinfortunistica!
Arrivati sottobordo bisogna avvisare qualcuno che cali lo scalandrone. Impiegare il VHF sarebbe stato troppo facile: urla in cinese e squilli di claxon (assai fiacco, peraltro) hanno sortito l’effetto desiderato solo dopo 10 minuti di teatrino.
A bordo, il comandante è una vecchia conoscenza: ricordiamo assieme le visite fatte sulle navi di De Poli. Mi fa vedere la cabina che mi ha fatto preparare e si scusa perché è preso da 1000 cose (dogana, agente locale, incaricato della società che riceve la nafta che devono scaricare, etc.). Attorno a mezzanotte viene a chiamarmi e mi chiede se mi interessa un cellulare di ultima generazione o qualche altra diavoleria, perché giù, in saletta, l’agente della nave ha aperto il negozio. Incuriosito, lo seguo. In effetti sui due tavoli c’è esposto di tutto: cellulari, cineprese, lap-top. Tutto di marca e  completo di confezione. E tutto a metà prezzo. Si, però, tutto tarocco. Guardo la roba, bella, funzionante, accattivante (visto il prezzo), ma anche metà prezzo mi sembra eccessivo per un tarocco. In compenso acquisto una sim cinese che mi permetterà di chiamare in italia, mi assicura, per 2 ore. La provo subito e funziona benissimo. Non so cosa abbiano fatto con queste sim e non lo voglio sapere.
Ritorno a lavorare e chiudo alle 2 di notte e poi vado a riposare. Almeno cerco. Alle 7 e 30 si ricomincia.
I cinesi sono ancora li con la mercanzia dopo aver venduto un po’ di tutto all’equipaggio. Ore 14 arriva la barca che mi riporta a terra dove scopro che l’agente mi ha completamente mollato al mio destino per il trasferimento a Shanghai.  Bene, mi devo arrangiare. Mi spiace solo che l’ispettore della compagnia che mi doveva dare assistenza nel fine settimana è completamente evaporato, scomparso.
Dopo una velocissima doccia in albergo, prendo le mie cose e corro all’aeroporto di Zhanjiang. Si tratta di un piccolo aeroporto dove nell’area di attesa dei quattro gates di uscita si trova un negozio di specialità cinesi: vari pesci e/o robe strane del mare essiccati e messi in scatola, amenità varie, pellicce e paccottiglia strana. Guardo da lontano e mi incuriosisce una scatola dove ci sono raffigurati dei cavallucci di mare giganti. Mi avvicino per vedere meglio e scopro che non si tratta di una figura e/o foto, ma di animali veri essiccati e pronti per essere sgranocchiati! La misura di questi hippocampus è da record per come li conosco io.
 
Il volo per Shanghai dura circa due ore che passano assai in fretta allietato dai miei compagni di viaggio. A fianco  ho un giovane che si fa durare per circa mezz’ora un bicchiere di pepsi-cola offertogli dalla hostess. Il problema, almeno per me, è solo di tipo acustico: ogni sorso viene annunciato dal rumore tipico della pompa di aspirazione dell’acqua piovana nei pozzetti di raccolta nella fase finale, quando, cioè, rimane solo un po’ di acqua e la pompa non ce la fa ad aspirare null’altro. 
Nel frattempo, il passeggero dall’altro lato del corridoio ha intrapreso una lotta titanica, protrattasi per circa 20 minuti, con un misterioso “animale” che se ne stava rintanato nella sua narice sinistra e non voleva assolutamente farsi catturare! Non ho voluto assistere alla sua cattura finale, cercando di distrarmi dall’evento con un sudoku super difficile.
 
In aeroporto a Shanghai, pronto per il rientro a casa, ritrovo la stessa situazione dell’aeroporto di Hong Kong: stelle  e figure di babbi natale ovunque,  commessi dei negozi addobbati come babbo natale e musica natalizia agli altoparlanti. Mi chiedo che c’entri, se non a fini commerciali, questa “atmosfera” in questa città orientale.
 
Infine, alcuni suggerimenti, che mi permetto di proporre ai nuovi viaggiatori in cina:
 
§    Se sentite dei rumori in lontananza, come dei rochi tuoni o rimescolamento di nubi, ed il cielo è terso e senza nuvole, non meravigliatevi, si sta sicuramente avvicinando un locale intento alla pulizia delle canne fumarie e/o del gargarozzo;
§    Se dovete attraversare la strada, non preoccupatevi di cercare delle strisce pedonali o dei semafori pedonali, non serve. Anzi, quasi quasi è deleterio perché vi potrebbe indurre una sicurezza che, nella realtà dei fatti, si dimostrerà assolutamente errata. Scegliete qualsiasi punto vi aggradi, che sia un incrocio, un passaggio a livello, un sottopasso, qualsiasi punto va benissimo, anche se dovete andare contro ai mezzi lungo la carreggiata. L’importante è procedere con fare sicuro, senza tentennamenti o timori. Il vostro incedere deve dimostrare chi comanda veramente sulla strada. Tutto il resto viene da se, le macchine, i cicli e motocicli si sposteranno o freneranno per permettervi di passare. Nessuno oserà lamentarsi o, ancor peggio, insultarvi. Se non ritenete di poter mantenere questo atteggiamento di sicurezza l’alternativa è solo quella di individuare un altro pedone che deve attraversare la strada e, dopo essersi incollati alle sue spalle, seguirlo senza timore. Vi transiterà senza problemi dall’altro lato della strada;
§    Per cosa e come mangiare ognuno si deve arrangiare. Poiché molto spesso le pietanze risultano di composizione sconosciuta al turista, e chiedere è una impresa disperata e comunque senza speranza, dovete scegliere solo cose che vi “sembrano” commestibili e che vi ispirino un minimo di fiducia. Partite dal presupposto che tutto, nell’universo mondo, è commestibile - tranne i sassi, naturalmente – e conseguentemente in cina potreste trovarvelo in piatto. Allora la scelta deve partire da quello che vi risulta comprensibile, accettabile dal punto di vista culturale, piacevole all’olfatto, alla consistenza  ed alla vista. Poi buttatevi, sicuri che sopravviverete anche a questa esperienza;
§    Se dovete portarvi in un punto o luogo preciso fatevi scrivere in cinese le istruzioni per raggiungerlo. In questo modo avrete buone probabilità di  farvi comprendere dal tassista. Ricordate che spesso succede che nemmeno tra cinesi si comprendano se parlano dialetti diversi. C’è da dire che a livello generale la conoscenza dell’inglese ha mosso qualche timido passo negli ultimi anni. 

Ecco alcune foto:
la mamma di ET
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trasporti su due ruote
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dall'aletta della nave in rada
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pescatori
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"cavallucci" di mare da mangiare
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cosa strana che si mangia
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officina di strada per bici
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Ciao.
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Messaggio Da Ospite il Sab 23 Mag 2015 - 21:59

bellissimo ed interessantissimo reportage , se mi permetti, di un trancio, di vita , letto con golosita', grazie

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Messaggio Da nautius il Sab 23 Mag 2015 - 22:17

Grazie Renzo, era tanto che non leggevo un tuo meraviglioso reportage!!

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Messaggio Da Zetazero il Dom 24 Mag 2015 - 8:23

Grazie Renzo..... Leggere storie di vita vissuta è sempre un piacere.
Me lo sono pappato per benino tutto il racconto.....

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Messaggio Da sandro il Dom 24 Mag 2015 - 11:55

Ciao, bellissimo report..
eh, vedo che tutto il mondo è paese nel settore.. :-)
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Messaggio Da renzo il Dom 24 Mag 2015 - 12:20

@Sandro: eh, vedo che tutto il mondo è paese nel settore.. :-)


Si Sandro,
credo che il mondo marittimo presenti delle peculiarità con cui tutte le persone che lo vivono si devono confrontare. E questo, penso, è il motivo che rende tutti i marittimi - in senso generale - legati da un filo unico e speciale. 
Ciao.

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Messaggio Da nautius il Dom 24 Mag 2015 - 12:34

certo che e' vero... la vecchiaccia del visto pare proprio la mamma di et!!!!

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Messaggio Da sandro il Dom 24 Mag 2015 - 12:37

AHAHAH! vero!

a proposito di oboli da pagare... 
dei miei colleghi in africa dovevano sostituire un verricello mal funzionante.. 
arrivata la gru, naturalmente pagata all'agente, l'operatore ha voluto l'obolo per scaricare il verricello.. e un'altro obolo per caricare quello nuovo.. 
fantastico!
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Messaggio Da Breus il Dom 24 Mag 2015 - 19:39

Fantastico report!
Grazie di cuore
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Messaggio Da Breus il Dom 24 Mag 2015 - 19:48

renzo ha scritto:Sono le otto locali e l’odore che sento entra in collisione con lo stomaco
A proposito, stamani avevo un appuntamento in Piazza della Signoria presso il famoso bar Rivoire, proprio di fronte a Palazzo Vecchio. Questo bar dispone, per chi non è mai venuto a Firenze, di numerosi tavolini nel suo dehor. L'appuntamento era alle 9 ed io sono arrivato qualche minuto prima. Insieme a me sono arrivati una giovane coppia di orientali, non saprei decifrarne la nazionalità: si sono accomodati ad un tavolo vicino al mio, hanno con serietà e impegno studiato e commentato il menù e, mentre il cameriere mi portava la brioche col caffellatte, hanno ordinato..........
Pensavo di non aver capito bene, invece, dopo 10 minuti sono arrivate due belle porzioni di spaghetti. Per lui ALLE VONGOLE!!!!, per lei, più morigerata, al pomodoro No No No No
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Messaggio Da nautius il Dom 24 Mag 2015 - 20:37

probabillmente per loro gli strani siamo noi.....

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Messaggio Da Infinity il Dom 24 Mag 2015 - 22:28

Ciao , forsè qualcuno sa che ho lavorato e lavoro con la CINA da alcuni ann, beh molti aspetti descritti (trasporti improbabili, burocrazia ecc) Sonia solitamente veritieri, ma la peculiarità che ho trovato è' un misto di assoluta ammirazione/referenza verso gli occidentali e di "odio" perché ci considerano "superiori". Non so se mi sono spiegato: ci considerano superiori e ci ammirano e quindi si è ci odiano per questo.... 
Certo è che al contrario degli altri, i cinesi si danno da fare, cercano di capire, si ammazzano pur di "imitarci" nel bene o nel male...".
Io credo che veramente in un futuro nemmeno troppo lontano e se cambiasse qualcosa nel loro sistema di governo questi piccoli individui gialli potrebbero veramente farci "le scarpe" veramente. 

Devo dire che io non ho mai avuto (quasi) problemi o difficoltà particolari anche nei "ristoranti" più strani o nelle località meno "urbanizzate" , ma probabilmente è stata fortuna o il fatto che dopo un certo tempo (ormai sono 6 anni che vado almeno 1 settimana ogni 2 mesi) ho imparato a capire ed a "esprimermi" e quindi sono facilitato.

Concluso dicendo che è' comunque un paese meraviglioso ed estremamente ospitale è che a mio avviso, vale la pensa di conoscere....

Ciao
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Messaggio Da Zetazero il Lun 25 Mag 2015 - 8:10

Infinity ha scritto:questi piccoli individui gialli potrebbero veramente farci "le scarpe" veramente.

pensa te,  io pensavo che sono già a buon punto .... Embarassed Embarassed Embarassed

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Messaggio Da Franz-One il Lun 25 Mag 2015 - 11:52

Grande Renzo!!!!  cheers

I tuoi racconti sono sempre molto interessanti. Grazie.

Non vado da parecchi anni in quella parte del globo, ma mi hai fatto riaffiorare ricordi lontani.
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